“NON E’ CHE IO SIA COSI’ INTELLIGENTE, E’ SOLO CHE RIMANGO CON I PROBLEMI PIU’ A LUNGO.” (A.EINSTEIN)

Negli ultimi anni insegnanti, genitori, tecnici sono sempre di più alle prese con sigle che riguardano le difficoltà di apprendimento. Mentre la parola DSA è ormai di uso comume, la sigla BES è ancora poco conosciuta fra i “non addetti ai lavori”. L’acronimo BES indica “Bisogni Educativi Speciali” e si riferisce ad una categoria molto vasta di studenti. La Direttiva Ministeriale del 27/12/2012 “Strumenti di intervento per alunni con Bisogni Educativi Speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica” e la successiva Circolare Ministeriale n. 8 del 6/3/2013 “Strumenti di intervento per gli alunni con bisogni educativi speciali” regolano i trattamenti nei loro confronti.

I bambini con bisogni educativi speciali sono alunni che in un periodo particolare momento della carriera scolastica, oppure continuativamente, per cause diverse (motivi biologici, sociali, culturali, psicologici, ecc) necessitano di un intervento didattico personalizzato e adeguato.
Il MIUR ha identificato tre ambiti princioali: alunni con disabilità certificata ai sensi della Legge 104, alunni con disturbi evolutivi specifici (es. DSA, deficit del linguaggio, bambini con ADHD, ecc.) e alunni con svantaggio socio-culturale-linguistico (ad esempio gli stranieri che necessitano di tempo in più per l’apprendimento della lingua); è comunque possibile comprendere nella categoria anche altre casistiche che impediscono un buon adattamento scolastico come per es. i disturbi dell’umore.
Secondo le normative citate, in tutti questi casi è necessario dare una risposta mirata ed efficace agli alunni che si trovano in difficoltà per favorire in ogni modo possibile il successo formativo e in generale il benessere della persona.
Le scuole possono avvalersi, per tutti questi alunni, degli strumenti compensativi e delle misure dispensative previste dalle disposizioni attuative della Legge 170/2010, e possono redigere un Piano Didattico Personalizzato (PDP) per stabilire le linee didattiche da seguire con quel bambino.
Gli alunni con BES non possiedono una vera e propria diagnosi clinica; solo nel caso di disabilità (Legge 104/92) o di DSA (Legge 170/2010) è presente una valutazione clinica.
In tutte le altre situazioni sono i docenti ad individuare quali bambini necessitano della tutela della legge sui BES sulla base di considerazioni didattiche e metodologiche.
Una volta individuato un bambino con particolari bisogni educativi, la scuola si mette in contatto con la famiglia per stabilire un "piano di azione".
E' auspicabile redigere un Piano Didattico Personalizzato al fine di stabilire con esattezza la linea didattica e valutare l'eventuale introduzione degli strumenti compensativi e delle misure dispensative.
La didattica personalizzata, l'introduzione delle misure facilitanti e l'attenzione alla persona nel suo insieme hanno come obiettivo quello di permettere il successo formativo nell'ottica generale di uno sviluppo della personalità positivo.
Le linee guida si soffermano sull'importanza di una didattica che possa essere ottimale per tutti; quando nella classe è presente un alunno con BES, gli insegnanti sono obbligati a tenerne conto e a cercare modi alternativi di proporre i contenuti disciplinari.
Per fortuna oggi esistono molteplici strumenti che è possibile utilizzare, come per esempio la lavagna multimediale che permette di usufruire facilmente di filmati, schemi, fotografie, testi aggiuntivi, ecc. Inoltre la classe può essere organizzata in piccoli gruppi in cui gli allievi collaborano, si possono creare situazioni esperienziali che favoriscano la memorizzazione dei concetti, e organizzare laboratori per promuovere abitudini metacognitive.
Ciò che in sostanza gli insegnanti devono fare è promuovere un "apprendimento attivo", in grado di coivolgere, attrarre, incuriosire, per attrarre gli studenti verso le materie in modo diverso.
Inoltre, l'Ufficio Scolastico Regionale per l'Emilia-Romagna, con nota n. 13588/13 indica il metodo Feurestein come una risposta efficace per bambini con BES.
Gli insegnanti hanno quindi a disposizione molti strumenti e metodi che favoriscono l'apprendimento ed è loro compito scegliere tra queste opportunità in modo ottimale.
Il metodo Feurestein risulta efficace per alunni con BES perchè non lavora su contenuti specifici, ma si focalizza sulle operazioni mentali cercando di potenziarle per favorire l'adattamento all'ambiente.
Feuerstein ha ideato un insieme di strumenti corposo e articolato che ha lo scopo di creare "esperienze di apprendimento" che possano essere poi generalizzate in altri contesti, attraverso la mediazione di una persona che si frappone tra individuo e ambiente.
Gli esercizi di riabilitazione sono lontani dal materiale scolastico e per questo di solito non si incontra un rifiuto al lavoro proposto; inoltre privilegiano la rappresentazione grafica, sono organizzati secondo crescenti difficoltà da concetti concreti ad astratti, veicolano abilità universali necessarie sia nella vita quotidiana che in ambito scolastico. Con il programma di Feurstein si potenziano abilità di osservazione, confronto, discriminazione, pianificazione, controllo dell'impulsività, immaginazione di relazione fra gli stimoli dati, orientamento spaziale e temporale, ecc.
Il concetto fondamentale che l'autore porta avanti è la possibilità di "cambiare" gli individui da un punto di vista cognitivo, rendendoli più capaci di adattarsi alle varie situazioni. In sostenza il programma punta sulla possibilità di "imparare ad imparare", ponendo l'accento non tanto sul prodotto finale, quanto sul processo per raggiungere l'obiettivo. L'intelligenza è il cambiamento che le persone mettono in atto in funzione delle richieste ambientali...e su questa capacità Feuerstein sostiene si possa agire positivamente.
Il Programma di Arricchimento Strumentale è organizzato in due percorsi, cioè nel BASIC e nello STANDARD; il livello Basic si riferisce all'infanzia e ai primi due anni delle scuole elementari; il livello Standard è adatto ai bambini dagli otto anni in poi.
Nel programma BASIC, che a sua volta si articola in due livelli, si lavora sulla coordinazione motoria, sulla comprensione delle quantità, sul potenziamento della memoria di lavoro e dell'attenzione, sulla comprensione delle emozioni e sull'empatia.
Il programma STANDARD si compone di 14 strumenti e si suddivide in tre livelli; il più utilizzato è il primo livello in cui sono presenti le seguenti unità:
-Organizzazione punti (O.P.): questa è una unità molto importante e di solito viene proposta all'inizio del percorso di riabilitazione cognitiva; si basa su materiale visuo-spaziale costituito da punti disegnati all'interno di riquadri; il compito è quello di identificare le figure modello nella nuvola di punti, per poi disegnarle correttamente.
L'esercizio richiede abilità percettive, precisione grafica e la ricerca di una strategia di lavoro. L'obiettivo principale dell'unità è quello di individuare possibili relazioni tra elementi in confusione al fine di dare ordine agli stimoli dati. Questo stumento sviluppa abilità di pianificazione, analisi, discriminazione, classificazione e formulazione di ipotesi.
-Confronti: in questo strumento viene proprosta una serie di confronti fra figure, oggetti e concetti che richiedono abilità di osservazione, percezione e categorizzazione.
Il materiale è proposto tramite modalità grafiche e verbali secondo un ordine crescente di difficoltà. L'obiettivo dello strumento è quello di automatizzare il comportamento comparativo, facendolo diventare un'abitudine di pensiero nella vita reale.
-Percezione analitica: lo strumento contiene 3 tipi di esercizi: suddividere un intero nelle sue parti; identificare, categorizzare, e sommare le parti di un intero; costruire interi partendo da parti date. Attraverso questa unità vengono potenziate la capacità di attenzione sostenuta, il controllo dell'impulsività, il pensiero ipotetico deduttivo e induttivo.
L'obiettivo finale dello strumento è quello di ristrutturare un campo percettivo complesso, attraverso un processi di analisi e sintesi.
-Orientamento spaziale 1-2: si tratta di uno strumento sdoppiato all'interno del primo e secondo livello. La prima unità si occupa dell'orientamento relativo al corpo dell'allievo, ossia dei concetti di destra /sinistra/davanti/dietro. La seconda unità introduce i punti cardinali come come sistema di riferimento stabile, in abbinamento al sistema soggettivo presentato nella prima parte dello strumento.
Questi esercizi tendono a sviluppare la rappresentazione mentale dello spazio, spingono verso la flessibilità mentale e abituano progressivamente a uscire da sè, per superare la fase egocentrica e prendere il punto di vista degli altri.
-Immagini: immagini è uno strumento diverso dagli altri; non viene proposto in maniera sequenziale ma inserendo delle pagine singole tra quelle di altri strumenti. E' costituito da una serie di vignette umoristiche che rappresentano qualche errore, qualche situazione assurda, con finali ingegnosi e inaspettati. Lo scopo ultimo è quello di sviluppare la capacità di cogliere un problema e di pensare alle varie modalità di risposta che si possono mettere in atto. Lo stumento crea situazioni di discussione, di confronto di opinioni, valutazioni sulle situazioni, ecc...
Per svolgerlo sono quindi indispensabili buone abilità di linguaggio generale. Nel secondo livello molto significative e sono le unità di Classificazione e Istruzioni che si possono facilmente abbinare-generalizzare al lavoro scolastico.
-Classificazioni: questo strumento presenta una serie di figure, che si possono raggruppare in vari modi, in base ai criteri scelti dagli allievi stessi. Il lavoro di classificazione richiede anche di esplicitare i principi secondo cui gli stimoli sono stati suddivisi in categorie.
Classificazioni richiede abilità di confronto, differenziazione e discriminazione e aiuta a sviluppare la flessibilità mentale e il pensiero divergente. E' un'unità molto importante che può essere applicata alla pratica scolastica per creare mappe, schemi e ordinare il materiale di studio.
-Istruzioni: consiste nel leggere una consegna ed eseguirla, quindi i fattori verbali hanno un ruolo di primo piano; data la presenza di figure geometriche negli esercizi, anche i processi spaziali sono coinvolti. La difficoltà non è solamente nelle parole utilizzate, ma nel senso che queste acquisiscono all'interno di un certo contesto. Questo strumento abitua a comportamenti di pianificazione (es. seguire le indicazioni in modo ordinato) e aiuta il controllo dell'impulsività. In campo scolastico lo strumento può essere applicato allo studio delle materie procedurali come la matematica, la grammatica, la geometria, ecc..
Negli ultimi decenni sono state effettuate molte ricerche scientifiche (R. Feurestein e al. 2006; Ruiz, 1965; Tinoco Melo e Varela, 2000; Romney e Samuels, 2001) che hanno studiato l'efficacia del metodo Feuerstein.
Fra tutti preferisco soffermarmi sullo stuido di Romney e Samuels del 2001 che è una meta-analisi di studi precedenti. Una meta-analisi è uno strumento di ricerca statistica che riassume e reinterpreta risultati ottenuti da ricerche effettuate in momenti e luoghi diversi, cercando di arrivare a un risultato "definitivo" valido e attendibile.
Gli autori hanno raggruppato le variabili in tre categorie:
-rendimento scolastico (matematica, lettura, scienze e arti)
-abilità cognitive (generali, verbali, non verbali, numerica, spaziale, prolem solving, metacognizione, pianificazione)
-comportamento in classe (capacità attentive, motivazione, impulsività, autostima, capacità di adattamento)
I risultati della meta-analisi hanno mostrato miglioramenti in ogni ambito anche se di entità modesta, mentre nelle aree verbali, spaziali e di problem-solving si sono registrati miglioramenti robusti e consistenti. Tali risultati sono da considerarsi comunque positivi in quanto indicano la possibilità di ottenere cambiamenti al livello delle funzioni cognitive superiori.
Sì, sono stati messi a punto molti metodi per sviluppare le abilità cognitive generali.
Le ricerche neuroscientifiche più recenti focalizzano l'attenzione sulla Working Memory (memoria di lavoro).
La Working Memory, quella memoria a brevissimo termine che consente di tenere in mente un numero limitato di informazioni, correla notevolemente con la cosidetta intelligenza "fluida" e con la capacità di attenzione selettiva e sostenuta. Molti training attuali si basano proprio sul potenziamento di questa memoria attraverso esercizi al computer o cartacei che si sono dimostrati efficaci in termini di aumento del QI (10-13 punti di QI come variazione massima).
Potenziare la memoria di lavoro significa in parole povere, aumentare le risorse, le energie a disposizione del soggetto per compiere attività cognitive. Se paragonassimo la mente umana ad una macchina, potenziare la working memory significa aumentare la "benzina" che si ha disposizione per viaggiare.
Se però vogliamo migliorare anche il "funzionamento del motore", allora il metodo Feurestein può risultare più adatto e mirato.
In sostanza, il modo migliore di operare a livello delle funzioni cognitive generali è quello di abbinare metodo Feuestein a training di potenziamento di memoria e attenzione.
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