ANSIA E PAURA

I bambini sono come il cemento umido, tutto quello che li colpisce lascia un’impronta.   (Haim G. Ginott)

Durante lo sviluppo ci sono costanti prove che prima il bambino e poi il ragazzo dovranno superare.
Affrontare quotidianamente piccole paure aiuta i bambini a crescere a diventare più sicuri e a sentirsi più forti.
Le paure dei bambini dunque, fanno parte della crescita e non sono nulla di patologico. Ma se cominciano ad invalidare troppo la serenità del bambino (creando difficoltà nel sonno, disturbi di natura psicosomatica, isolamento, evitamento, ecc.) i genitori devono correre e cercare un modo per aiutare il proprio figlio.
Le paure in età evolutiva possono essere veramente molte: paura dalla separazione dalla mamma, fobie di alcuni animali, terrore del buio, dei mostri e dei fantasmi, della morte, timore di addormentarsi, di restare da solo, di andare a scuola, ecc.
A volte si può avere paura anche della stessa paura.
In tutti questi casi i genitori non devono sminuire le paure del figlio ma è importante che abbiano un ruolo rassicurante e di incoraggiamento ad affrontare le situazioni temute.
La paura è una sensazione che se affrontata diventa coraggio, ma se viene evitata si trasforma in panico. Ma quale è la più corretta modalità per farlo?
Innanzi tutto è importante utilizzare una comunicazione efficace, supportiva che non vada a peggiorare la situazione. Ad esempio:

  • evitate le spiegazioni razionali che quasi mai sono efficaci ad aiutare il bambino a superare la paura; usate piuttosto storie fantasiose aneddoti e metafore che sono più coinvolgenti e attirano l’attenzione del bambino;
  • evitate di assecondare le richieste del bambino (portarlo nel letto con mamma e papà, non portarlo a scuola, etc..). altrimenti si comunica al bambino che ha ragione ad avere paura e si rinforza positivamente la sua paura (“Se ho paura i miei genitori fanno ciò che gli chiedo”)
  • evitate di parlare costantemente della sua paura in famiglia e fuori. Ciò non farebbe altro che ricordare al bambino che ha paura.

Inoltre per aiutare il bambino nel superamento della sua paura è importante:

  • Esporre gradualmente il bambino alla paura. Ad esempio se il bambino ha paura del buio le prime notti il genitore può leggere una storia; poi lascerà la luce accesa; poi la porta aperta etc. Si introduce un piccolo cambiamento quotidiano poco percettibile dal bambino ma tale da produrre una riduzione progressiva della paura.
  • assecondare la logica della paura del bambino per riorientarla.Se il bambino ha paura di mostri, zombi e fantasmi, probabilmente già sa che non esistono. Ma li teme ugualmente perché i bambini credono alle storie di fantasia o a ciò che vedono in televisione. Allora l’unico modo per aiutarli è quello di seguire questa logica. Il genitore può raccontare per esempio una storia con un protagonista/eroe che sconfigge mostri, in cui il bambino si può identificare
  • spostare l’attenzione da ciò che impaurisce ad un’altra attività. Ad esempio i bambini che hanno paura di tuffarsi o fare il bagno al mare, possono riuscire velocemente a superare una paura se sono con coetanei più che con i genitori, giocando con la palla in riva al mare così si può produrre una piccola e graduale esposizione verso la paura.
  • Creare situazioni di familiarizzazione con ciò che fa paura: Spesso la paura può essere amplificata ed elaborata con la fantasia, disegnata, manipolata con l’obiettivo di essere superata. “Stare con” ciò che fa paura diventa sempre più facile fino a non essere più così spaventoso.

In sostanza pur essendo la paura una sensazione normalissima, ci sono situazioni e contesti che meritano particolare importanza e a volte una semplice consulenza esterna può essere di grande aiuto.

(da “Modelli di famiglia” di Giorgio Nardone, Emanuela Giannotti, Rita Rocchi, Ponte alle grazie, 2001; “Aiutare i genitori i genitori ad aiutare i figli. Problemi e soluzioni per il ciclo di vita” di Giorgio Nardone, Ponte alle Grazie, 2019)

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